Non è dato saperlo

scritto da Marco Ciavoliello
Scritto Ieri • Pubblicato 17 ore fa • Revisionato 17 ore fa
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Testo: Non è dato saperlo
di Marco Ciavoliello

L’aveva già vista altre volte, ma non ci aveva mai fatto caso. Caso a cosa? A quanto gli sarebbe piaciuta in seguito. Forse perché nel supermercato dove andava di solito la vedeva di rado, lei stava quasi sempre alla cassa, lui pagava, grazie, buon giorno e se ne andava. Solo che negli ultimi tempi la vedeva sovente, e la vedeva con altri occhi, così, all’improvviso, senza una ragione, ma ci sarà poi una ragione per queste cose? Si rese conto che lei era così dolce, educata, con una bella personalità, seppur limitato in quei brevi momenti in cui si scambiavano solo un saluto, due parole, uno sguardo, un sorriso. Sentiva che anche lei forse era un poco attratta da lui, perlomeno che gli era simpatico, glielo leggeva soprattutto negli occhi, gli occhi non parlano più di tante parole? Dicono che sia vero. Quegli scambi di sguardi lo emozionavano tanto da non fargli capire più nulla; ma forse stava solo fantasticando, forse stava solo travisando la semplice cordialità di una commessa nel suo orario di lavoro, dicono che gli uomini scambiano spesso la gentilezza con l’attrazione, per questo molte volte le donne sono restie, per non dare modo di fraintendere. Forse all’infuori del lavoro non lo avrebbe considerato, chi lo sa, e lui proprio questo voleva capire, ma come poteva fare? La vedeva solo in quei fugaci momenti mentre passava gli articoli alla cassa, più che altro birre, non è proprio il massimo per far colpo su una donna, e non poteva mica attaccare discorso così, magari con la fila dietro di lui che impreca. Non sapeva nient’altro di lei, nemmeno il suo nome, e l’avrebbe voluto sapere tanto, un giorno forse troverà il coraggio di chiederglielo, di presentarsi. Per ora non è dato saperlo.

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